Per un attimo ti dici che una volta tanto puoi mettere i pregiudizi da parte, poiché tutto sommato l’idea non è cattiva: ridare vita di iniziativa a uno spazio pubblico tristemente chiuso, quale la Fortezza Nuova, è decisamente un proposito più costruttivo e più sensato di un qualsiasi “okkupare le case sfitte”.
Poi però ci passi davanti, vedi lo striscione “Fortezza occupata”, e già ti intristisci; non fai in tempo a riprenderti che vedi rispuntare d’incanto sulle mura della Fortezza, a suon di vernice bianca fresca fresca, la scritta “MSI FUORILEGGE” , e a quel punto scuoti la testa, e perdi ogni speranza.
E li osservi da lontano, questi morti viventi, che per esistere devono necessariamente vivere nel proprio passato, nutrirsi del suo linguaggio, dei suoi slogan, delle sue ideologie, e persino delle sue vecchie scritte sui muri: senza tutti questi legami sarebbero necessariamente costretti a vivere nel presente, e quindi realizzerebbero di essere già morti, o peggio, per i più giovani di loro, di non essere mai davvero nati.