An Englishman in Livorno

Livorno come non l'hanno mai raccontata

Né con Cosimi, né con Lamberti

Pubblicato da George Taylor su 6 Giugno 2009

Mai come quest’anno è stata aperta la bagarre per la candidatura a Sindaco di Livorno: ben nove candidati, oltretutto non uno “noto” e otto misconosciuti, ma diversi nomi di spicco (Cosimi, Lamberti, Taradash) o con sponsor eccellenti (Beppe Grillo per Cannito). Insomma, tutta un’altra musica rispetto alle soporifere elezioni comunali degli anni passati. E questo è sicuramente un dato positivo, perché vuol dire che quest’anno c’è stata una reale attenzione alle questioni cittadine, e non candidature col “pilota automatico”.
Però vuol dire anche che la maggioranza non è più tale: in una città che ha da sempre presentato percentuali “bulgare” per il PCI prima, PDS-Rifondazione poi, non ci sarebbe mai stato bisogno di nove candidati, se non fosse proprio andato in frantumi tutto il fronte della maggioranza. Premesso che sicuramente, una volta al ballottaggio, molti tasselli si ricomporranno a favore del Tassello Principale (Cosimi), tale frammentazione è tuttavia sintomo di un malessere diffuso relativamente all’amministrazione comunale.

E non si tratta di un malessere oscuro, dalle cause misteriose o insondabili: si tratta di un malessere palese, che si avverte semplicemente andando in giro per la città, mai così degradata, mai così in crisi di identità ed economica. Tale malessere ha varie origini, sicuramente in buona parte extracomunali (crisi economica) ed endogene (la città è lo specchio di chi ci vive), però non si può negare che chi è stato finora ad amministrarla abbia la sua buona dose di responsabilità.

A me Cosimi non sta umanamente antipatico, anzi: a differenza di Lamberti, che ha sempre l’aspetto di chi la sa lunga, il sindaco uscente ha sempre quell’aria scarruffata e anche impacciata di chi al suo posto c’è finito un po’ per caso (anche se poi ovviamente non è così), che me lo rende simpatico.

Però, simpatie a parte, se uno non è contento di come sia Livorno oggi e di come sia diventata tale negli ultimi 10-15 anni, non può confermare il voto a Cosimi o tantomeno ridarlo a Lamberti: è una questione logica, ancor più che politica. Se per gli altri candidati manca la controprova (il che non dà il diritto automatico ad averla, sia chiaro), qui c’è una prova, anzi una superprova di moltissimi anni di amministrazione comunale che porta la firma di questi due candidati.
E’ un criterio di voto forse troppo radicale, ma necessario, ed è l’unico criterio utilizzabile se non si è soddisfatti delle condizioni odierne della città: è inutile sperare che queste cambino, almeno radicalmente, se l’amministrazione, presente o passata, venisse riconfermata.

Quindi il discorso passa alle alternative: ce ne sono sette, alcune pretestuose, altre più consistenti.

Quella dell’opposizione “ufficiale”, ossia del Pdl, è forse la più insidiosa per Cosimi: Taradash ha un programma elettorale sensato, che condivido in buona parte, ma sconta il doppio peccato originale (al di là di quello del partito di appartenenza) di non abitare a Livorno (e non è un dato meramente campanilistico, ma di reale presenza cittadina) e di essere caratterialmente ostico, se non proprio antipatico (e anche questo non è un dato frivolo, ma condiziona la fiducia che comunque un elettore deve avere istintivamente nei suoi confronti).

Poi c’è Cannito, sostenuto da Città diversa (lista civica e movimento dei “Grilli”), Verdi e Sinistra Critica. E’ l’altro candidato che durante la campagna ha fatto parlare molto di sé, e non solo per l’illustre ospite genovese.  E’ un consigliere comunale uscente, il che non è necessariamente un pregio; il suo programma contiene buoni propositi ecologisti, che però scontano, come sempre, scarse difficoltà attuative e poca compatibilità economica (conciliare ecologia e sviluppo è il nodo gordiano dei nostri giorni), nonché un’impostazione molto di sinistra per quanto riguarda le politiche sociali che non condivido, in quanto troppo assistenzialistiche.

Quanto agli altri candidati, mi sono sembrati tutti un po’ sottotono, in particolare la Bartimmo, la candidata di Rifondazione, partito che un tempo faceva la parte del leone in città, e che oggi risente delle forti divisioni interne avvenute a livello nazionale.

Comunque sia, oramai ci siamo: le elezioni sono alle porte. Ballottaggio o meno, una nuova amministrazione comunale sta per insediarsi e governare per cinque anni la città.
Se sarà un sindaco nuovo, vedremo se riuscirà a cambiare in meglio Livorno.
Se sarà un sindaco “usato”, allora non ci rimane che sperare che, reinsediandosi al potere, recepisca le critiche apportate durante la campagna elettorale e operi almeno una variazione di rotta, anche piccola, rispetto a quanto fatto finora.

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