Sindaco rieletto fa buon brodo?
Pubblicato da George Taylor su 5 Luglio 2009
E alla fine la città ha puntato sull’usato sicuro: Alessandro Cosimi è stato confermato sindaco.
Non che il risultato finale fosse mai stato in discussione, ovviamente, tuttavia prima del voto c’era la sensazione diffusa che per la prima volta a Livorno si sarebbe arrivati al ballottaggio: i molti candidati di spicco, un certo malcontento per la situazione generale cittadina, la crisi nazionale del Pd… questo e molto altro avevano generato una grande suspense per le elezioni comunali.
Ma non c’è stato alcun ballottaggio: Cosimi è riuscito nell’impresa di farsi confermare al primo turno, raggiungendo il 51,5% dei voti.
“Il Tirreno” ha celebrato la vittoria del sindaco uscente con un numero trionfalistico, da collezione: “E’ Cosimi bis, Taradash delude” è il titolo che non ammette discussioni. Memorabile nella sua obiettività l’incipit dell’articolo di Andrea Lazzeri:
“Non ha vinto per l’irresistibile simpatia che trasmette al primo sguardo né per lo straordinario elenco di opere realizzate e visibili da tutti i cittadini.”
Non si sa bene a quali opere Lazzeri si riferisca, né vogliamo approfondire l’aspetto “simpatia”, attualmente molto in voga nel Pd (vedasi la polemica Serracchiani sul “simpatico Franceschini”); preferiamo approfondire l’esito elettorale, utilizzando i dati e una piccola dose di matematica, materia odiata da tutti e per questo (e per altri motivi di comodo) volutamente ignorata.
Dati alla mano, infatti, quello di Cosimi è stato tutto fuorché un trionfo: rispetto alle elezioni precedenti, ha preso 6.640 voti in meno, mica briciole. E se ci spostiamo da un dato assoluto a uno percentuale, in modo da depurarlo da quello degli astenuti, la flessione è del 3,6% (51,5% contro il 55,1% del 2004). Insomma, il calo c’è stato e non è stato neppure tanto contenuto.
Peraltro le liste che lo sostenevano hanno retto, se non altro in termini percentuali (-1,1%): questo significa che la flessione è tutta da ascriversi personalmente al candidato sindaco.
Parallelamente, la “delusione” del dato di Taradash non è molto fondata, a meno che non si avessero aspettative enormi: rispetto alle elezioni del 2004, Taradash ha preso, malgrado l’astensionismo, 2.289 voti in più del candidato sindaco di allora, ossia Guido Guastalla, e il +3,9% in termini percentuali. Anche qui “Il Tirreno” sembra parlare di tutt’altro scenario.
La vera delusione, e su questo concordiamo, è stato Gianfranco Lamberti, che ha racimolato il 3,2% dei voti, ben al di sotto delle (soprattutto sue) aspettative, mentre, come avevamo previsto, si è rivelato candidato molto valido Marco Cannito, che ha realizzato un notevole risultato, ottenendo il 9,1% dei voti, ossia ben 8.496 preferenze contro le 3.178 ottenute cinque anni prima.
Di contro -e anche qui non ci eravamo sbagliati- notevolmente sottotono, considerato che stiamo pur sempre parlando di una piazza come Livorno, il risultato della candidata di Rifondazione Comunista, Tiziana Bartimmo.
Insomma, dati alla mano, Cosimi ha scampato il ballottaggio per il rotto della cuffia, anche se naturalmente rimane un sindaco che gode di un’amplissimo consenso elettorale.
Speriamo tuttavia che, per questo secondo mandato, non tenga conto delle adulazioni del “Tirreno”, ma consideri piuttosto il malcontento nei suoi confronti emerso dalle urne e concretizzatosi nel forte calo dei voti ricevuti: che questo dato possa farlo riflettere per dare una sterzata alla politica cittadina da lui finora esercitata.
Forse è una visione un po’ troppo ottimista, ma non si può non esserlo, almeno adesso che ci troviamo all’inizio di cinque lunghi anni di amministrazione.
In bocca al lupo, signor sindaco: renda Livorno una città migliore.