E’ di qualche giorno fa la notizia dell’apertura gratuita, per le feste natalizie, del parcheggio multipiano sorto sulle ceneri di quello che è stato il più grande cinema di Livorno (e tra i più grandi d’Italia), ossia l’Odeon.
Apertura gratuita, sì, non tanto per spirito di benevolenza natalizio, ma perché l’opera, oramai completata sin dallo scorso agosto, ancora non ha trovato un acquirente, né una società che si assuma la gestione della struttura. La proprietà, ossia la Spil, società controllata dal Comune di Livorno, ha deciso pertanto di rendere comunque fruibile la struttura nel periodo delle festività natalizie.
Per quanto qualche consumatore livornese sicuramente trarrà gioia e giovamento dalla presenza di nuovi parcheggi in centro, questa notizia riesce ad aumentare in maniera esponenziale il già abbondante amaro in bocca che la vicenda del cinema Odeon aveva lasciato.

Era già stato un boccone durissimo da ingoiare, infatti, la distruzione di uno degli edifici storici del dopoguerra livornese, quel cinema Odeon, opera dell’architetto Virgilio Marchi, che per cinquant’anni è stata una delle strutture più affascinanti della città. Per quanto la chiusura sia un destino comune a molti cinema del XX° secolo, surclassati dai più moderni multisala, fa sempre molta tristezza sapere che edifici storici e popolari cessino le attività, o addirittura finiscano con il venire rasi al suolo.

Il boccone era stato reso ancora più indigeribile dal progetto che avrebbe sostituito il cinema, ossia la creazione di un parcheggio multipiano, che, oltre a non avere ovviamente alcun appeal culturale o artistico rispetto a ciò che andava a rimpiazzare, non aveva neppure l’unico appeal possibile, ossia quello funzionale, essendo posizionato in una zona del centro città tutt’altro che facilmente accessibile e che rischia di produrre più traffico di quello che si vuole eliminare.

Insomma, ce ne era abbastanza per rimanere sconsolati, ma adesso c’è una nuova ragione per esserlo: l’opera è costata 20 milioni di euro (soldi pubblici, facendo la proprietà capo al Comune), e nessuno al momento pare intenzionato a rilevarla.
Dopo il danno, la più classica delle beffe: abbiamo perso un (bel) cinema e abbiamo guadagnato un parcheggio azzurro che rischia di diventare un boomerang economico per la collettività.

La parcheggite livornese quindi, dopo le orribili piazza Attias e piazza Guerrazzi, sembra aver fatto una nuova vittima, che rischia anche di costarci molto cara.