Category: Eventi


E’ stata una bella giornata, quella del passaggio del Giro d’Italia a Livorno.
Sotto un bellissimo sole primaverile, tantissime persone si sono riversate lungo tutte le strade cittadine ad applaudire i corridori in lutto per la tragica morte di Wouter Weylandt. Leggi l’articolo completo »

Sempre un passo avanti (II)

Da una trasmissione di Telecentro (indovinate su cosa? sul calcio… l’avreste mai immaginato, eeh), ascolto un’illuminante telefonata di un telespettatore labronico che esponeva un’interessante teoria.
Questi infatti,  pur ritenendosi contrario in tutto e per tutto a Berlusconi, condannava duramente l’aggressione ai suoi danni in quanto -cito a memoria- “è facile fare una cosa del genere nel mucchio, quando una persona è là che saluta”, mentre invece se lui si fosse trovato “testa a testa” con il premier, allora la faccenda sarebbe stata diversa, e gli avrebbe dato “un sacco di puntate”.

Sorvolando sulle misteriose qualità pugilistiche del telespettatore pantofolaio livornese in un fantomatico match a due con il Presidente del Consiglio, c’è da sottolineare l’arguta distinzione sul tipo di violenza da perpetrare ai suoi danni… non c’è male, non c’è male. Violenza con i se e con i ma, verrebbe da dire.

Naturalmente impassibili i due conduttori, ben più interessati alle gesta del Livorno.

Sempre un passo avanti (I)

Quando si tratta di fare gara a chi è più imbecille, subito i giovani graffitari livornesi, cui non manca mai il tempo libero, si dimostrano sempre un passo avanti rispetto a tutti: ne è la prova la pronta e raffinata analisi della recente aggressione a Berlusconi, analisi pubblicata naturalmente su un muro prestigioso (Terrazza Mascagni e Cisternone erano già smerdati), come da tradizione:
Risposta di un imbecille

Peraltro, come si può notare, c’è anche un attento e lucido approfondimento della questione lavoro in città, suggerito probabilmente da qualche premio Nobel per l’economia cittadino, e che ha come destinatario il Sindaco, bersaglio aggiunto al primo, secondo i dettami del nobile detto “quello che non strozza, ingrassa”.

L’effetto di Effetto Venezia

Si è appena conclusa l’edizione 2008 di Effetto Venezia, forse una delle migliori: per dieci giorni il quartiere ha preso vita, si è riempito di centinaia di tavolini lungo le vie, ha ospitato molti happening (e non solo le solite bancarelle), insomma ha pulsato vitalità come non mai.
Per quanto i residenti si siano lamentati (mi sarei stupito del contrario, figurarsi, in questa epoca di “nimby”), sarebbe bello se questo quartiere avesse la medesima vitalità tutto l’anno. Non dico la fiumana di gente di questi giorni, ma tutti i localini aperti con i tavolini fuori, quello sì. Perché Venezia è davvero la cosa migliore che ha Livorno: non credete a chi vi dirà il mare o il lungomare… la parte veramente unica di questa città la si trova sui fossi, tra le due Fortezze, tra questi palazzi antichi, in questo quartiere fuori dall’ordinario e fuori dal tempo.

Desideri a parte, Effetto Venezia mi dà sempre l’impressione di essere un evento in cui si possono ritrovare tutti i livornesi, per vedere come stanno: un po’ come un raduno di ex compagni di scuola o un evento tipo matrimonio, ogni anno ci si ritrova tutti, ci si guarda in faccia, si vede come si sta. Si fanno quattro passi nella manifestazione e nel giro una sera si può tastare il polso della città e dei suoi abitanti.
E anche quest’anno li ho trovati sempre uguali, nel bene e nel male, e tutto sommato ciò mi produce un effetto rassicurante.

Alla prossima edizione, Livorno.

The day(s) after

Sono passati alcuni giorni da quell’evento catastrofico chiamato Italia Wave, evento che avrebbe dovuto distruggere Livorno, a mo’ di Godzilla, eppure, almeno per quel che posso ammirare dal balcone di casa mia, la città è ancora in piedi, non appaiono macerie, i cittadini vanno in giro tranquilli con la loro bella canotta + pantaloni alla pescatora + infradito, i loro cani continuano a farla beatamente sui marciapiedi.

E quindi?
Vuoi vedere che questa manifestazione non era l’Armageddon annunciato?
Chi l’avrebbe mai immaginato… già… chi…

Scommessona: vogliamo scommettere che nessun giornale cittadino si è guardato bene dallo scrivere “scusate, avevamo un po’ enfatizzato l’evento, creando allarmismo per settimane, ma in realtà avevamo esagerato”? Scommessa troppo facile da vincere, questa.
Anche perché i giornali -furbacchioni- hanno subito cambiato l’obiettivo, e dopo i primi due giorni di fiacca di pubblico, complici il tabellone artisti non brillantissimo (e falcidiato dalla defezione di Ashcroft dei Verve) e i giorni feriali, hanno subito sparato titoli disfattisti (“Italia Wave cronaca di un flop”) mentre la manifestazione era ancora in corso, corredati da interviste di vario tipo, tra cui a un’agenzia spettacoli concorrente a quella del Wave, che ovviamente ha tirato l’acqua al suo mulino.

E siccome non erano sazi di figuracce, si son dovuti sorbire il boom finale dei concerti (Elio/Tricarico venerdì 18, ma soprattutto i Chemical Brothers sabato 19, un successone) a totale smentita dei bilanci definitivi sbandierati ai quattro venti dopo appena due giorni.

Insomma, non una bella figura per la stampa cittadina, e per tutti quei livornesi che badavano solo al proprio cortile (eufemismo per “culo”), al contrario di quella fatta dagli organizzatori dell’evento, uno dei pochi decenti sulla piazza da anni. Speriamo che rimanga ancora a Livorno, magari in un altro spazio, che possa contenere almeno i due palchi principali (come nel 2007 all’Osmannoro), stavolta separati tra Stadio e Rotonda d’Ardenza.

Adesso tocca a Effetto Venezia, ma questa è una manifestazione “socialmente approvata”, e quindi non potremo goderci lo spettacolo di quei cittadini livornesi, vittime di giorni e giorni di un allarmistico lavaggio del cervello, che giorni fa si affacciavano timidamente nelle strade temendo di essere assaliti da un momento all’altro dall’annunciata orda di inferociti punkabbestia, per ritrovarsi invece, con delusione, le solite facce, le solite voci, le solite scene di tutti i giorni, e pure i soliti drogati “indigeni”.
Mai una novità, eeeh… che vita grama, che grama vita.

A forza di leggere i giornali degli ultimi giorni/settimane, sembrerebbe che sia in arrivo sulla città una specie di uragano Katrina destinato a spazzar via ogni cosa, case-vicoli-e-palazzi, nel giro di tre giorni: un uragano che contiente in sé pure un mix del G8 di Genova, con orde di puzzoni violenti pronti a invadere la città e metterla a ferro e a fuoco.
Insomma, sembra proprio che Livorno si stia preparando all’Armaggeddon. Leggi l’articolo completo »

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